Greta è una bambina rom di 4 anni e da quando è nata vive in una baracca nel campo nomadi di Collegno, in provincia di Torino. Fino allo scorso anno per andare all’asilo utilizzava lo scuolabus comunale, ma da settembre non può più salire sul pulmino assieme agli altri studenti.

Pur avendo sempre abitato nell’accampamento vicino al campo volo, Greta e la sua famiglia non risultano ufficialmente residenti a Collegno e quindi, almeno secondo il Comune, non possono usufruire del servizio. Da palazzo civico hanno precisato che i genitori della bambina erano stati già invitati a perfezionare le pratiche per la richiesta della residenza, ma la procedura non è mai stata completata.

Il padre di Greta non ha un’auto e nemmeno la patente e , tramite l’avvocato Federico Depetris, ha presentato ricorso. Per il momento però la piccola deve comunque andare a scuola a piedi. Al mattino parte dal campo nomadi alle 8 dopo aver salutato la mamma e il fratellino. E mano nella mano con il papà, affronta un percorso accidentato di quasi 3 chilometri. Alcune strade sono prive di marciapiede, altre trafficatissime e piene di rifiuti e vetri rotti. Il pulmino della cooperativa sociale, passato dall’accampamento per accompagnare alcuni suoi compagni, la supera durante il tragitto ma per Greta l’accesso resta vietato e non può far altro che continuare a camminare. Finalmente, dopo cinquanta minuti la piccola varca il cancello dell’asilo.

Esausta e con le scarpette bianche sporche di fango.

(Massimo Massenzio)

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