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DiAvvocato Federico Depetris

RISARCIMENTO DANNI

 

RISARCIMENTO DANNI DOPO UN SINISTRO STRADALE, UN INFORTUNIO SUL LAVORO, UN ERRORE MEDICO ETC…

Il nostro Codice civile, ispirandosi direttamente ai principi espressi dalla Lex Aquilia, legge romana del 286 a.C., sancisce un importante principio: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” (art. 2043 c.c.).

Ogni qual volta, quindi, si subisce un danno, sia esso patrimoniale o non patrimoniale (ad es. biologico, morale, esistenziale, mutilazione affettiva etc.), si ha diritto ad ottenere un congruo risarcimento.

Il Codice civile prevede una serie articolata di disposizioni finalizzate a garantire il risarcimento dei danni cagionati durante la circolazione stradale (c.d. sinistri stradali),  dei danni cagionati a causa dell’esercizio di un’attività pericolosa, oppure da un animale, da un minore, da un lavoratore (per i cui danni potrà essere chiamato a risponderne il datore di lavoro) e così via.

Ogni azione od omissione da cui possa originarsi un danno ingiusto, determina il sorgere del diritto ad ottenere il risarcimento.

I danni che possono essere risarciti possono essere patrimoniali oppure non patrimoniali.

Nei danni patrimoniali si possono includere le spese mediche sostenute dopo aver subito un sinistro stradale, i danni riportati al proprio mezzo, ma anche l’eventuale perdita della capacità lavorativa specifica. Si pensi, per quest’ultima ipotesi,  ai lavoratori autonomi che subiscono una grave lesione derivante da un sinistro oppure da un errore medico: essi hanno diritto ad importanti indennizzi finalizzati a compensare la perdita anche solo parziale della loro capacità lavorativa. Il predetto risarcimento viene calcolato ricorrendo ad una formula aritmetica nella quale si tiene conto del miglior reddito annuo degli ultimi tre anni, dell’età del danneggiato, della gravità delle lesioni subite e così via.

I danni, tuttavia, possono essere anche non patrimoniali.

danni non patrimoniali possono essere morali (afflizione personale derivante dall’aver subito un danno ingiusto), esistenziali (modificazione delle proprie abitudini di vita a seguito del danno riportato) e biologici (lesioni all’integrità psicofisica della persona medicalmente accertabili). Per i danni biologici il risarcimento avviene ricorrendo ad alcune tabelle redatte dai Tribunali che consentono di individuare il risarcimento dovuto. Infine deve essere segnalato che anche i parenti delle vittime, che hanno riportato gravissimi danni o che siano persino decedute, hanno diritto a percepire un ingente risarcimento finalizzato a compensare, anche solo in parte, le sofferenze subite.

Gli importi che possono essere riconosciuti ai danneggiati possono essere anche particolarmente elevati.

Ad esempio ad un lavoratore autonomo di anni 35 avente un reddito di 25.000,00 euro annui che  investito da un’auto abbia riportato una frattura scomposta ad un braccio e che abbia così  subito la perdita della capacità lavorativa ammontante a  circa il 16%, potrà avere diritto a circa 110.000,00 euro di risarcimento solo per la perdita della capacità lavorativa. Alla predetta somma dovranno aggiungersi tutti i soldi spesi per le cure, eventuali altri danni documentabili e, cosa ben più rilevante, anche il risarcimento del danno biologico subito che nel caso in esame (ipotizzando un’invalidità permanente del 13%) potrà ammontare a circa 50.000,00 euro . Per un totale complessivo di risarcimento stimabile in euro 160.000,00 (a cui devono aggiungersi tutte le spese) e questo solo a fronte di una lesione di gravità medio bassa. Naturalmente più gravi sono le lesioni riportate, maggiori sarà la somma riconosciuta a titolo di risarcimento.

Nei casi in cui dal sinistro sia derivata la morte del danneggiato ovvero un’invalidità gravissima, i risarcimenti possono anche superare abbondantemente il milione di euro.

Quando si è vittima di danni ingiusti che abbiano cagionato delle lesioni, siano esse gravi o lievi, è consigliabile, sempre, rivolgersi ad un proprio Avvocato di fiducia, anche nei casi in cui le assicurazioni o le controparti abbiano già formulato delle proposte risarcitorie o abbiano persino già corrisposto dei primi importi a titolo risarcitorio e ciò al fine di poter ottenere esattamente il risarcimento dovuto.

L’Avvocato Federico Depetris si occupa di assistere le vittime di fatti illeciti (sinistri stradali, errori medici, reati, etc.) E’ possibile quindi fissare un appuntamento, senza impegno, per poter valutare i danni riportati e le possibilità concrete di ottenere un risarcimento.

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DiAvvocato Federico Depetris

DATA PROTECTION OFFICER – RESPONSABILE SICUREZZA DATI PERSONALI

DATA PROTECTION OFFICER: IL NUOVO REGOLAMENTO.

Entro il 25 maggio 2018 tutte le aziende italiane dovranno adeguarsi al nuovo regolamento europeo in materia di privacy (Reg. Ue 679 del 2016).

La nuova normativa sulla privacy, che entrerà in vigore il 25 maggio, contiene novità importanti e impone alle aziende che trattano dati personali di cambiare i propri modelli organizzativi adeguandosi a quanto statuito dal nuovo regolamento.

Tra le novità più importanti si segnala l’obbligo per le aziende di nominare un proprio Data Protection Officer – Responsabile dati personali (DPO). Il DPO, secondo quanto sancito dall’art. 39 del regolamento dovrà: “a) informare e fornire consulenza al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal presente regolamento nonché da altre disposizioni dell’Unione o degli Stati membri relative alla protezione dei dati; b) sorvegliare l’osservanza del presente regolamento, di altre disposizioni dell’Unione o degli Stati membri relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di protezione dei dati personali, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo;5 c) fornire, se richiesto, un parere in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento ai sensi dell’articolo 35; d) cooperare con l’autorità di controllo; e e) fungere da punto di contatto per l’autorità di controllo per questioni connesse al trattamento, tra cui la consultazione preventiva di cui all’articolo 36, ed effettuare, se del caso, consultazioni relativamente a qualunque altra questione. Nell’eseguire i propri compiti il responsabile della protezione dei dati considera debitamente i rischi inerenti al trattamento, tenuto conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del medesimo.”

La nomina di un Data Protection Officer – Responsabile dati personali (DPO) è obbligatoria per tutte le aziende. Nel caso in cui non venisse nominato un DPO entro il 25 maggio 2018 è prevista una sanzione amministrativa fino a 10 milioni di euro ovvero (se superiore) pari al 2% del fatturato.

Il nuovo regolamento privacy prevede inoltre una serie di sanzioni amministrative sino a 20 milioni di euro qualora siano omessi una serie di adempimenti in materia privacy.

L’Avv. Federico Depetris svolge attività di DPO – Responsabile trattamento dati personali

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DiAvvocato Federico Depetris

Aprire una società all’estero.

Aprire una società all’estero può essere utile e conveniente per conquistare nuovi mercati, sostenere il proprio export e dare alla propria attività un respiro internazionale.

Non mancano poi, ovviamente, anche motivi di carattere fiscale. Il fatto che l’Italia abbia una pressione fiscale importante e rilevante è noto a tutti gli imprenditori.

Attualmente vi sono numerose possibilità per chi intende aprire delle società di capitali all’estero.

L’Irlanda sta attraendo numerosissimi imprenditori ansiosi di avere a disposizione una struttura societaria flessibile, sicura ed economica nella gestione. Sotto il profilo fiscale i vantaggi poi sono numerosissimi. Per i primi anni di apertura della società il fisco irlandese riconosce un regime fiscale di favore. L’aliquota standar in Irlanda è per le società fissata al 12,5%, ma per le società che hanno solo la loro sede legale sull’isola ma non svolgono alcuna attività sul territorio irlandese l’aliquota può salire fino al 25%. In ogni caso un bel risparmio sulle tasse a cui si devono aggiungere costi di gestione e contabilità di molto inferiori a quelli a cui siamo abituati in Italia.

Nel recente passato si preferiva aprire la propria società estera a Londra o comunque nel Regno Unito, ma dopo la Brexit le società irlandesi offrono l’indubbio vantaggio di essere società registrate e costituite in un paese membro dell’Unione Europea.

Sempre rimanendo all’interno dello spazio europeo la Romania offre diverse opportunità per chi intende aprire una società a responsabilità limitata o una società per azioni. Il capitale sociale minimo per le società con personalità giuridica ha un ammontare decisamente inferiore rispetto a quello richiesto per le società italiane. Anche sotto il profilo fiscale la Romania offre numerosi vantaggi. La Romania inoltre consente l’apertura di società finanziarie a condizioni economiche e normative più vantaggiose rispetto a quelle italiane.

Per aprire una società all’estero vi sono inoltre importanti opportunità in Lussemburgo (anche per la costituzione di fondi di gestione di patrimoni immobiliari e quote di società) e Malta.

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DiAvvocato Federico Depetris

COME CANCELLARE TUTTI I DEBITI

La crisi economica, investimenti sbagliati, la perdita di un posto di lavoro ed un mercato del lavoro che offre poche possibilità di riscatto per i disoccupati hanno costretto famiglie, lavoratori ed imprenditori a non riuscire più a fare fronte ai debiti con le banche o con l’Agenzia delle Entrate.

Spesso la crisi da sovraindebitamento appare senza via di uscita. Capita molto spesso ad esempio che a causa di difficoltà economiche non si riescano a pagare le rate del mutuo e la Banca pignori la casa per metterla all’asta con la conseguenza che alla fine della procedura esecutiva molto probabilmente il debitore avrà perso la casa ma non sarà comunque riuscito a pagare tutto il debito che aveva contratto con l’Istituto di credito, il quale continuerà in ogni modo a cercare di recuperare i soldi ancora dovuti.

Cosa fare in questi casi?

Due sono le possibilità: o si trova un accordo con la Banca (c.d. “saldo e stralcio”) oppure si prova la strada della esdebitazione.

Con l’accordo a saldo e stralcio si propone alla Banca (o a qualsiasi altro creditore) di saldare il debito beneficiando di un considerevole sconto. Per formalizzare l’accordo, però, è necessario avere un minimo di liquidità per pagare la cifra concordata o almeno un acconto, seguito poi dal pagamento dalle rate eventualmente pattuite.

Se non si ha liquidità a disposizione, l’accordo a saldo e stralcio sarà possibile chiedendo alla banca di temporeggiare nel pignoramento, mettere in vendita l’immobile e trovare un acquirente per lo stesso, così da ottenere le risorse necessarie per fare una trattativa con l’Istituto di credito.

Può capitare, però di avere contratto numerosi debiti con soggetti diversi (banca, fornitori, Stato, Equitalia, Agenzia delle Entrate etc) e di non riuscire a pagarli tutti. In questo caso si potranno valutare le procedure di esdebitazione previste dalla legge n. 03 del 2012 finalizzate a risolvere le crisi da sovraindebitamento dei consumatori e degli imprenditori, professionisti, artigiani etc non fallibili.

I vantaggi delle procedure da esdebitazione sono molteplici.

Ad esempio si sospendono tutte le procedure esecutive in corso (pignoramenti), inoltre alla fine delle procedure, il debitore potrà ottenere il decreto di esdebitazione con il quale tutti i suoi debiti, anche quelli che non è riuscito integralmente ad onorare, saranno “cancellati”.

Oggi sono numerosi, quindi, gli strumenti che possono essere adoperati dai debitori per “resistere” alle pretese (anchorché legittime) dei creditori. Per ogni situazione debitoria è possibile studiare la strategia migliore per provare a non perdere tutto o comunque per riuscire ad ottenere una seconda opportunità con la cancellazione dei debiti precedentemente contratti.

L’Avvocato Federico Depetris assiste i debitori, giudizialmente e stragiudizialmente, nella difesa dei loro diritti, studiando per ogni posizione debitoria la soluzione migliore.

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COME COMPRARE UNA CASA ALL’ASTA.

COMPRARE CASA ALL’ASTA.

Internet ha permesso ad un pubblico sempre più vasto di persone di interessarsi alle case all’asta. In passato infatti per scovare l’affare era necessario acquistare riviste specializzate oppure monitorare gli annunci sui principali quotidiani, oggi, invece, tutti gli immobili all’asta sono presenti su internet, in vari siti e sui siti ufficiali dei tribunali italiani.

Il mercato delle case all’asta nel giro di pochi anni è passato dall’essere un mercato di nicchia e chiuso, ad un mercato più ampio e dinamico, con tante opportunità.

Per comprare una casa all’asta non è necessaria l’assistenza di un legale. Tuttavia, se non si è esperti, è consigliabile avvalersi di una consulenza professionale e specializzata per evitare spiacevoli sorprese.

Su internet, come si diceva più sopra, è possibile trovare tutti gli annunci degli immobili oggetto di vendita giudiziale. In genere nell’annuncio si trova la descrizione dell’immobile, la sua posizione, alcune foto, l’avviso di vendita con tutte le informazioni utili per partecipare alla vendita e la perizia dell’immobile.

Particolare attenzione bisogna riservare alla perizia e all’avviso di vendita. La perizia dell’immobile permette di conoscere, nel dettaglio, lo stato di fatto ed in diritto dell’immobile quindi il suo valore, lo stato degli impianti, lo stato di manutenzione, la presenza di eventuali diritti di terzi, anomalie nelle trascrizioni antecedenti il ventennio, la regolarità edilizia e catastale etc. La perizia quindi, deve essere letta con assoluta attenzione ed è meglio, per quanto concerne la valutazione delle trascrizioni anteriori al ventennio e l’eventuale presenza di diritti di terzi, ottenere il parere di un avvocato per una migliore comprensione del testo della perizia stessa.

L’avviso di vendita contiene invece informazioni indispensabili per effettuare l’offerta e quindi partecipare all’asta.

L’offerta deve essere formulata in conformità a quanto sancito dalla legge processuale e dall’avviso di vendita: un errore, anche minimo, nella formulazione dell’offerta può determinare l’inammissibilità della stessa. Anche in questo caso, quindi, se non si è sicuri è meglio avvalersi della consulenza di un legale per formulare correttamente l’offerta ed evitare di perdere l’opportunità di partecipare alla vendita.

QUANTO SI RISPARMIA COMPRANDO ALL’ASTA?

In tanti si chiedono se e quanto si risparmi comprando casa all’asta.

Rispetto al passato il mercato delle aste immobiliari si è profondamente trasformato. La maggior facilità di accesso alle aste immobiliari ha fatto sì che il prezzo degli immobili non venga abbattuto eccessivamente come in passato. Quindi rispetto a qualche anno fa oggi comprare all’asta è sicuramente meno conveniente, ma comprare casa all’asta significa comunque continuare a risparmiare almeno il 30%. Inoltre anche i costi di un’eventuale consulenza ed assistenza nella procedura immobiliare sono di solito sensibilmente più bassi della provvigione dovuta mediamente ai mediatori (agenzie immobiliari).

Il risparmio, quindi, esiste ed è sicuramente un risparmio molto importante.

La casa all’asta può essere comprata da chi sta cercando un’abitazione per sé oppure da chi vuole effettuare un’operazione speculativa. In questo secondo caso è bene conoscere nel dettaglio la disciplina fiscale in materia di plusvalenze nelle operazioni immobiliari, ma è soprattutto indispensabile avere un’ottima conoscenza del mercato immobiliare.

Il prezzo di aggiudicazione di un immobile acquistato all’asta può essere versato anche ottenendo un mutuo fondiario. Non tutte le banche però concedono mutui per l’acquisto di un immobile in una vendita giudiziale.

C’è anche la possibilità, per le case che sono finite all’asta perché il debitore esecutato non è riuscito a pagare la banca, di subentrare nel contratto di mutuo del debitore stesso. Tuttavia il subentro nel mutuo dell’esecutato è sempre meno conveniente che ottenere un nuovo mutuo.

In conclusione comprare una casa all’asta è una procedura relativamente semplice, veloce ed economica. Inoltre comprando una casa all’asta si può risparmiare significativamente e quindi si può realizzare un ottimo affare. Tuttavia l’acquisto di un immobile all’asta presenta una serie di insidie, per cui è certamente meglio affidarsi a professionisti qualificati.

Lo Studio legale offre assistenza e consulenza nelle operazioni di vendita in tutte le sue fasi.

Inoltre l’Avv. Federico Depetris si avvale dell’assistenza di geometri, architetti e professionisti delle aste immobiliari al fine di offrire un servizio il più completo possibile al Cliente.

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